Immagine simbolica di un padre e un figlio

La storia · Fabrizio Annunzi

Una storia fatta
anche di errori.

Prima di Wake Up Human ci sono Internet, piccole imprese, territorio, viaggi e problemi vissuti direttamente. Poi lo studio dell'intelligenza artificiale, gli errori, Galattico e la ricerca di un modo per continuare insieme. Non un piano scritto fin dall'inizio, ma un'evoluzione.

Come leggere questa storia

Un percorso, non una leggenda di fondazione

Questa pagina raccoglie la ricostruzione personale di Fabrizio Annunzi e i passaggi descritti nei materiali del progetto. Le esperienze, le motivazioni e le osservazioni restano il racconto del promotore: non sono una verifica indipendente di ogni episodio.

Le date delle attività precedenti riprendono la ricostruzione fornita. I documenti storici e le loro versioni sono distinti dalle proposte attuali nell'indice dei documenti. Non attribuiamo retroattivamente il nome Wake Up Human a iniziative nate con altri obiettivi.

Anni 90

Crescere con Internet

Un piccolo paese italiano, il rapporto con suo padre, i modem 33k e 56k e il primo accesso a un mondo che sembrava improvvisamente più grande. Per Fabrizio, Internet è prima di tutto una possibilità: raggiungere informazioni, persone e opportunità altrimenti lontane.

La tecnologia, all'inizio, significa soprattutto ridurre le distanze.

2008–2011

Imparare le piattaforme da dentro

L'uso di Facebook diventa anche un'attività pratica: gruppi, pagine, comunità, promozione di eventi, contenuti, campagne a pagamento e rapporti con utenti e clienti. Non da osservatore esterno, ma da utilizzatore e cliente della piattaforma.

Nel racconto del fondatore emergono due aspetti: la possibilità di collegare persone e attività con poche risorse e la crescente dipendenza dalle scelte della piattaforma su visibilità e distribuzione. All'epoca non era ancora una teoria: era un problema incontrato lavorando.

2010–2013

Il digitale diventa un'attività reale

Il progetto editoriale online Il Corriere d'Abruzzo mette insieme contenuti, pubblicità, imprese locali, sviluppo commerciale e territorio. La ricostruzione personale colloca questa esperienza tra il 2010 e il 2013.

È un primo laboratorio per capire che informazione, imprese e comunità possono incontrarsi in uno spazio digitale. Mostra anche che produrre contenuti non basta, da solo, a sostenere economicamente un progetto.

2012–2014

Dentro una piccola impresa tessile

L'esperienza in IMATEX, collocata dal 2012 nei materiali forniti, porta il problema dentro l'azienda: campionario, magazzino, etichette manuali, produzione e informazioni sparse. Molte conoscenze sono concentrate nelle persone, più che nei sistemi.

Digitalizzare non significa semplicemente comprare un programma. Significa organizzare informazioni, cambiare abitudini e integrare strumenti senza interrompere il lavoro quotidiano.

Perché strumenti potenzialmente utili risultano spesso lontani dal modo in cui una piccola impresa lavora davvero?

2017–2018

Val Vibrata Show: imprese e comunità

La ricostruzione fornita colloca la costituzione dell'associazione nel giugno 2017 e racconta due edizioni di Val Vibrata Show, con Fabrizio alla presidenza. Il progetto cerca di collegare imprese, associazioni, espositori, comuni, sostenitori, cultura ed eventi.

La lezione che resta è organizzativa: soggetti diversi possono contribuire a un progetto comune mantenendo ruoli differenti. Risorse commerciali e attività di interesse collettivo possono sostenersi senza diventare la stessa cosa.

Wake Up Human non esisteva ancora. Sarebbe scorretto presentare quell'esperienza come una sua prima edizione. È una radice del modo di pensare alla collaborazione, non la prova di un piano già definito.

Dal 2018

Uscire dall'Italia

Le esperienze in Repubblica Dominicana, Sri Lanka, Cina e altri contesti cambiano la prospettiva. Fabrizio racconta di aver osservato smartphone e reti sociali anche dove opportunità di studio e lavoro erano molto limitate.

È un'osservazione personale, non un giudizio generale sui Paesi visitati. Fa emergere una domanda che riguarda anche l'Italia: come accompagnare l'accesso agli strumenti con la capacità di comprenderli e verificarne i contenuti?

Accesso alla tecnologia non significa automaticamente accesso alla conoscenza.

2021–2024

Lo stesso problema nell'ospitalità

Nella gestione di una piccola attività ricettiva tornano le difficoltà già incontrate altrove: messaggi dei clienti, prenotazioni, richieste ripetitive, documenti, portali di prenotazione, recensioni, pagamenti e inventari.

Gli strumenti esistono, ma le informazioni sono distribuite tra sistemi diversi. Le procedure si accumulano e chi gestisce l'attività ha poco tempo per studiare nuove soluzioni.

Come semplificare il lavoro senza trasformare chi gestisce una piccola attività in un tecnico informatico?

2023 – inizio 2024

Cercare una soluzione, prima di cercare un'impresa

La ricerca iniziale è pratica: organizzare le richieste, automatizzare alcune risposte, ridurre operazioni ripetitive e produrre contenuti utili all'attività ricettiva.

Dentro questa ricerca compaiono le prime automazioni e gli assistenti basati sull'intelligenza artificiale. L'interesse nasce da un bisogno concreto, non da un piano per vendere un nuovo prodotto.

Primavera 2024

Un percorso personale di studio

Scrittura, analisi, traduzione, ricerca e costruzione di programmi diventano più accessibili. In una fase di transizione professionale, Fabrizio decide di dedicare tempo allo studio e alla sperimentazione.

Secondo la sua ricostruzione, il percorso viene inizialmente sostenuto con risorse personali provenienti da altre attività. Questo consente di esplorare senza dover trasformare immediatamente ogni prova in un prodotto da vendere.

La prima domanda non è: quale applicazione possiamo vendere? È: che cosa sta succedendo e come possiamo comprenderlo?

2024

Affascinato e anche ingannato

L'utilizzo intensivo, in Repubblica Dominicana, mostra capacità sorprendenti ma anche risposte convincenti e sbagliate, informazioni incomplete, fonti insufficienti e conclusioni troppo accomodanti. Fabrizio racconta di essersi fidato troppo, più di una volta.

Le conversazioni storiche sono un diario di apprendimento, non una ricerca scientifica. Gli errori non diventano prove soltanto perché una macchina li ha formulati con sicurezza.

Da questi episodi cambia il metodo: cercare le fonti, confrontare i risultati, mantenere il controllo umano e chiedersi quali conseguenze possa avere un errore.

Non basta una risposta ben scritta. Serve poterla verificare.

2024

Le domande diventano più grandi degli strumenti

Come distinguiamo una risposta da una prova? Chi controlla gli strumenti che usiamo? Come cambiano lavoro, istruzione e informazione? Come può una piccola impresa utilizzare queste capacità senza un reparto tecnico?

L'interesse per l'efficienza diventa anche una domanda culturale e sociale: come aumentare le nostre capacità senza ridurre il nostro giudizio?

23 settembre 2024

Nasce Galattico AI Ltd

La costituzione nel Regno Unito dà una cornice giuridica e operativa a ricerca, prototipi, automazioni, applicazioni e possibili collaborazioni. Non esistono ancora una piattaforma completa o un modello economico dimostrato.

Una società costituita non rende automaticamente maturo il lavoro che contiene. Wake Up Human non esiste ancora: Galattico è la struttura attraverso cui la sperimentazione inizia a prendere una forma produttiva e commerciale.

Fine 2024 – inizio 2025

Provare a costruire un gruppo di lavoro

Sviluppo, ricerca, contenuti, amministrazione e rapporti commerciali diventano troppo estesi per una sola persona. Viene esplorata la possibilità di coinvolgere altre competenze.

Nella ricostruzione del fondatore compaiono anche ipotesi di partecipazione societaria o ai ricavi futuri, in assenza delle risorse per una struttura tradizionale. Sono tentativi storici: non costituiscono condizioni di collaborazione o offerte attuali di WUH.

Il tentativo di organizzare un'impresa arriva dopo il percorso di studio, non lo origina.

Maggio 2025

Milano: una visione diventa pubblica

Il racconto e i materiali dell'intervento collocano ad AI Week Milano, il 13 e 14 maggio 2025, la presentazione di una visione collaborativa dell'intelligenza artificiale. Il punto di partenza sono le difficoltà vissute nelle piccole imprese, nel tessile, nell'ospitalità e nel commercio.

Si parla di strumenti semplici, accessibilità, responsabilità e imprese che partecipano alla costruzione delle soluzioni. Nei materiali di quel periodo compare anche Wake Up the World.

Sono tracce di una visione in evoluzione, non dimostrazioni che il modello fosse già realizzato. Le formulazioni più assolute restano posizioni progettuali del 2025.

L'intelligenza artificiale non è un prodotto da vendere, ma valore da costruire insieme.

2025

Quando l'autofinanziamento non basta più

Fabrizio racconta che, nel corso del 2025, alcuni introiti attesi da attività precedenti vengono meno e le risorse disponibili per sostenere ricerca, strumenti e sviluppo si riducono.

Questo passaggio riguarda la sostenibilità personale del percorso. Non dimostra il fallimento commerciale di Wake Up Human, che non esiste ancora come organizzazione, né viene usato per attribuire responsabilità a terzi.

La domanda diventa come proseguire senza dipendere esclusivamente dal denaro e dal lavoro del fondatore. La futura raccolta WUH non servirà a rimborsare quanto investito in passato.

2025–2026

Cercare una sostenibilità

Aumentano i tentativi di offrire servizi, applicazioni, consulenze e progetti alle imprese. Alcune prove danno riscontri utili, altre restano prototipi o vengono abbandonate. L'interesse di un interlocutore non sempre si trasforma in un cliente.

La selezione diventa più severa: quali strumenti sono realmente utilizzabili? Quali problemi risolvono? Quanto costa mantenerli? Quali collaborazioni possono durare?

  • Un prototipo non è un prodotto.
  • Un contatto non è un partner.
  • Una manifestazione di interesse non è un contratto.
  • Una risposta dell'intelligenza artificiale non è una fonte.
  • Una previsione non è un risultato.

2025–2026

Dalle applicazioni a un metodo

Il risultato più importante non è una singola applicazione: è il modo di lavorare. Partire da un problema, usare gli strumenti dove aiutano, controllare i risultati, documentare gli errori e misurare costi e qualità.

La ricerca sulla qualità dell'informazione segue la stessa direzione: confrontare più fonti, valutarne la qualità e ricostruire il contesto. Non partire da una conclusione già decisa.

Matura anche l'idea che attività economicamente utili possano sostenere ricerca e progetti sociali senza un ritorno commerciale immediato.

2026

Attività economiche e attività sociali

Le due funzioni non sono la stessa cosa, ma possono sostenersi. Il lavoro produce risorse; le risorse possono finanziare conoscenza; la conoscenza sviluppa competenze; le competenze rendono possibili nuovi lavori.

È il modello che WUH vuole provare. Non è ancora una sostenibilità dimostrata.

Produrre servizi e lavoro

Clienti, strumenti, incarichi e ricavi dovrebbero sostenere le persone e i costi del progetto.

Sostenere conoscenza e opportunità

Ricerca, formazione, studenti, informazione verificata e progetti territoriali sono le finalità da finanziare.

Settembre 2026

Aprire il progetto

Dopo ricerca, errori, prototipi e tentativi di collaborazione, il passo successivo è aprire il lavoro: coinvolgere competenze differenti, rendere leggibili i risultati e preparare una struttura autonoma.

Wake Up Human prende forma qui. Non è la conclusione di un piano scritto nel 2008 e non coincide con Galattico AI. Wake Up Human Società Cooperativa è in fase di costituzione e non è ancora un soggetto formalmente costituito.

La direzione è pagare il lavoro quando finanziato, produrre servizi, reinvestire nella missione e mostrare anche ciò che non funziona.

Il filo comune

Usare meglio la tecnologia, insieme

Internet può ridurre le distanze. Le piattaforme possono ampliare le possibilità, ma rendere più dipendenti dalle loro scelte. Nelle piccole imprese gli strumenti servono soltanto se entrano davvero nel lavoro. Nei territori, competenze diverse possono produrre qualcosa che nessuno costruirebbe da solo.

Wake Up Human mette queste lezioni alla prova. Non per dire alle persone cosa pensare, ma per dare loro strumenti con cui comprendere, verificare e decidere. L'attività economica serve a sostenere questo lavoro, non è la sua ragione originaria.

Non promettere che il modello funzionerà. Costruirlo, provarlo e misurarlo.

La ragione personale

Per mio figlio. Per la prossima generazione.

La domanda di un padre attraversa questo percorso: che mondo stiamo lasciando ai nostri figli? Non riguarda soltanto gli strumenti che useranno o il lavoro che faranno, ma la capacità di capire ciò che vedono, verificare le informazioni e conservare libertà di scelta.

Il progetto nasce oggi da un'iniziativa individuale. L'obiettivo è che possa diventare progressivamente indipendente da chi lo ha ideato. Per questo il passo successivo non è continuare da soli: è costruire insieme.

Dalla storia al progetto

Perché Wake Up Human.

Leggi il problema che il progetto vuole affrontare e la direzione che intende sperimentare.

Perché esiste